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Settore ortofrutticolo 3 motivi che non permettono

Settore ortofrutticolo: 3 motivi che non permettono di tracciare l’intera filiera

Nel settore ortofrutticolo tracciabilità e rintracciabilità sono obbligatori. La prima si riferisce alla capacità di descrivere il percorso di un prodotto lungo tutta l’intera filiera; la seconda indica la possibilità di ricostruire l’itinerario a ritroso, dal momento finale all’ingresso del prodotto nella filiera. Si intuisce perché entrambi siano strettamente connessi, anche se la principale normativa europea di riferimento, il Regolamento CE n. 178 del 2002, parla soprattutto di rintracciabilità degli alimenti e dei prodotti destinati all’uomo, a partire dalla produzione primaria fino alla commercializzazione. In particolare, l’art. 18, comma 2, sancisce che gli «operatori devono disporre di sistemi e di procedure che consentano di mettere a disposizione delle autorità competenti, che le richiedano, le informazioni al riguardo». Vediamo, allora, quali sono i tre motivi che impediscono di tracciare, correttamente e facilmente, la filiera nel comparto ortofrutticolo.

1. Carenza di ERP verticali

Nell’attuale panorama degli ERP (Enterprise Resource Planning), cioè dei gestionali che permettono di governare tutti i processi di business rilevanti di un’azienda, non è facile trovare quello ad hoc per il settore dell’ortofrutta. Questo fa sì che gli operatori spesso utilizzino sistemi nati per altri ambiti d’impresa che vengono poi “adattati” al loro campo specifico. Con delle gravi lacune, ad esempio, nella rilevazione della merce, dal ritiro alla vendita, che non tiene conto della normativa in materia di tracciabilità e rintracciabilità. In alcuni casi, addirittura, si preferisce ricorrere a modalità rudimentali, come file di calcolo Excel, per sopperire a questo bisogno fondamentale, ma ciò aumenta il rischio di incorrere in molti errori, oltre a rallentare il flusso di lavorazione a causa di un inserimento manuale di codici e lotti. Senza dimenticare che, con l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, avvenuta mediante la legge di Bilancio 2019, tenere separato questo adempimento dalla logistica e dalla movimentazione di magazzino, con cui solitamente si controlla tracciabilità e rintracciabilità, crea un ulteriore solco informativo tra le aree d’impresa.

 2. Utilizzo di un sistema gestionale obsoleto

Alcune aziende ortofrutticole possiedono già un sistema informatizzato all’interno del quale sono previsti dei moduli per la tracciabilità e la rintracciabilità. Con il tempo, però, detto sistema è invecchiato precocemente e qualsiasi innovazione è diventata impossibile o talmente onerosa da essere scartata a priori. Questo fatto può avere dei riflessi, ad esempio, nella mancata integrazione di tracciabilità e rintracciabilità, tale per cui non è possibile intercettare i costi di tutte le fasi delle lavorazioni o non si riesce a collegare le due funzioni con i dati di fatturazione, contabilità, reso ecc. Oppure, non è aggiornabile a tempi di preparazione e spedizione dettati da nuovi clienti e mercati. Talvolta, infine, il gestionale che si ha a disposizione è stato sviluppato con un linguaggio chiuso che non dialoga con quelli moderni basati su paradigmi di open data. E poiché il conferimento viene sempre accompagnato da documentazione a corredo, è necessario ogni volta inserire i dati manualmente, con un aggravio in termini di perdita di tempo e di personale occupato in questa mansione.

3. Mancanza di lettori mobili

Per semplificare il tracciamento dell’intera filiera servirebbero terminali mobili, computer veicolari o lettori di barcode a radio frequenza. In tal modo sarebbe garantita la tracciabilità degli alimenti, tramite lotti e matricole, che entrano ed escono dal magazzino. Interfacciandosi con un ERP all’avanguardia, questi device velocizzerebbero tutte le fasi di caricamento della merce nonché quelle di commercializzazione, dando un quadro sempre attuale dei prodotti in entrata, in uscita e presenti in deposito. Aiuterebbero, inoltre, ad assolvere a quanto prescrive la normativa poiché tutte le informazioni registrate confluirebbero in un’unica base dati gestita dall’ERP. Tracciabilità e rintracciabilità, così, non solo sarebbero sempre a prova di ispezioni, ma diventerebbero uno strumento per rendere ancora più efficace tutta la logistica interna.New call-to-action

Topics: ERP