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Incentivi alle imprese: quali opportunità e come non perderle

Gli incentivi alle imprese sono il cuore di un piano nazionale che, negli ultimi anni, ha favorito la digital transformation di molte PMI italiane aumentandone la competitività tanto sui mercati interni che su quelli internazionali.

 

Da Industria 4.0 a Impresa 4.0 fino alla Transizione

Abbiamo imparato a conoscere il Piano nazionale industria 4.0 con le sue opportunità e agevolazioni che hanno caratterizzato il periodo 2017-2020 come iper-ammortamento, super ammortamento, Nuova Sabatini e Innovation Manager solo per citare le principali.

Già nella Finanziaria 2018, per la verità, il piano era stato ribattezzato Impresa 4.0 a voler sottolineare un nuovo e più ampio target: non più soltanto le industrie del manufacturing, ma tutte le imprese in generale. Ora è tempo di una ulteriore evoluzione con il passaggio da “Impresa 4.0” a “Transizione 4.0”.

Non è solo questione di sigle, anzi...

Transizione 4.0 è un programma che prevede circa 7 miliardi di incentivi per il triennio 2020-2022, sviluppati soprattutto come crediti d’imposta per l’acquisto di beni strumentali (questa è la prima grande novità rispetto al passato), ma anche per quello che riguarda progetti di ricerca, innovazione e sviluppo e percorsi di formazione 4.0.

L’idea è quella di incentivare non solo l’acquisto di beni strumentali come macchinari, ma avviare un percorso di investimento in competenze, software e sistemi IT ampliando così il potenziale di imprese che possono accedere a una o più incentivi fino al 40%.

 

Incentivi alle imprese: quali opportunità

Ma al di là dei nomi, è importante conoscere quali sono gli incentivi alle imprese previsti in Transizione 4.0 per non perdere opportunità importanti per la digital transformation aziendale.

Fermo restando che chi ha aderito a uno dei progetti di Impresa 4.0 nel 2019 avrà tempo fino a giugno 2020 per completare l’investimento e approfittare degli incentivi, vediamo quali sono le principali opportunità del nuovo piano varato dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

  • Le aziende che acquistano beni strumentali (macchinari) destinati alla digital transformation in ottica 4.0 è riconosciuto un credito d’imposta del 40% (per investimenti fino a 2,5 milioni di euro) e del 20% (per investimenti tra 2,5 milioni e 10 milioni di euro).
  • Le imprese che investono in beni strumentali materiali diversi dai macchinari, invece, potranno accedere a un credito d’imposta del 6% per costi fino a 2 milioni di euro.
  • Gli incentivi alle imprese per investimenti nei cosiddetti beni immateriali, ovvero i software, constano in un credito d’imposta del 15% per spese fino a 700mila euro.

Se quelli che abbiamo visto finora sono gli incentivi alle imprese che di fatto trasformano le vecchie misure di iper e super ammortamento, vediamo ora quali sono le altre agevolazioni contenute nel nuovo piano nazionale.

 

R&D: come cambiano gli incentivi

I progetti di digital transformation in ambito di ricerca e sviluppo potranno usufruire di un credito d’imposta del 12% per spese fino a 3 milioni di euro. Non è tutto perché, per progetti che riguardano in particolare l’innovazione tecnologica, il credito è così suddiviso:

  • 12% per spese ricerca e sviluppo fino a 3 milioni di euro,
  • 6% per spese in innovazione fino a 1,5 milioni di euro,
  • 6% per spese di design e innovazione estetica fino a 1,5 milioni di euro.

 

Nuova Sabatini 2020

La Nuova Sabatini, ovvero la possibilità di finanziamento agevolato da parte di banche e intermediari convenzionati per l’acquisto di beni materiali o immateriali nuovi, è stata prorogata per tutto il 2020.

Il tasso d’interesse annuo confermato è del 2,75% per investimenti in beni produttivi e del 3,575% per investimenti in tecnologie e sistemi in ottica 4.0.

Da quest’anno si aggiunge un finanziamento agevolato al tasso del 3,575% per tutte le PMI che investiranno in beni materiali nuovi a basso impatto ambientale e del 5,5%, a favore delle micro e piccole imprese che effettuano investimenti in tecnologie Industria 4.0 nelle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

 

Credito d’imposta per Formazione 4.0

Cambia anche il credito d’imposta per Formazione 4.0, vale a dire per tutte le attività di formazione (sia in aula, sia tramite sistemi di e-learning) finalizzate all'acquisizione o al consolidamento, da parte del personale dipendente dell'impresa, delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la realizzazione del processo di trasformazione tecnologica e digitale.

Tanto per fare alcuni esempi:

  • big data e data analisys,
  • cloud computing,
  • cyber security,
  • prototipazione rapida.

Da oggi, oltre alla proroga del credito per tutto il 2020, sparisce il vincolo di accordo sindacale aziendale o territoriale per beneficiare di questa agevolazione fiscale.

Già, perché la passata disciplina prevedeva lo svolgimento delle attività formative solo se formalmente previste nei contratti collettivi aziendali o territoriali sottoscritti (che dovevano anche essere depositati presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro). Oggi quest’obbligo non c’è più e la procedura per approfittare di questo incentivo fiscale si snellisce notevolmente.

 

Come non perdere queste opportunità

Come i suoi predecessori, anche Transizione 4.0 è un piano ricco di opportunità e incentivi alle imprese che possono fare la differenza, aiutando concretamente tante PMI italiane a essere sempre più competitivi non solo in ottica 4.0, ma per tutte le sfide future a cui i mercati di riferimenti le metteranno di fronte.

Tuttavia, non tutti i software e macchinari rientrano tra quelli agevolabili così come non tutti gli investimenti possono rivelarsi così convenienti all’atto pratico

Le domande allora diventano due: come fare per non perdere queste opportunità? E come fare per scoprire gli investimenti migliori per ciascuna azienda?

Senz’altro è importante cercare di restare sempre aggiornati, ma in quest’ottica la soluzione migliore è quella di dotarsi di sistemi informatici in grado di:

  • definire quali sono gli investimenti incentivabili migliori, simulando in anticipo l’entità di risparmi e vantaggio fiscale,
  • determinare nel dettaglio i requisiti necessari e i percorsi corretti per accedere alle agevolazioni.

Scegliere di investire in questo tipo di software può rappresentare il primo e più importante investimento per la propria trasformazione digitale 4.0.

Concludendo in breve

Districarsi in una normativa in continuo mutamente non è mai semplice, ma non cogliere l’opportunità di accedere a un incentivo significa lasciarsi sfuggire un’importante occasione di svolta in termini competitivi.

Servono i giusti strumenti per riuscire ad appurare agilmente se si è in possesso dei requisiti necessari, per superare le difficoltà procedurali e misurare appieno, prima di fare investimenti importanti, i vantaggi in termini economici e fiscali.

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Topics: Industria 4.0