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Impresa 4.0 cosa c'è da sapere e da dove partire

Per anni si è parlato di “alba della quarta rivoluzione industriale”: oggi, che quest’alba è oramai sorta e il sole dell’innovazione tecnologica è già alto in cielo, le aziende vogliono e devono saperne di più sull’impresa 4.0.

Dovere, certo, ma anche opportunità. Perché il mondo dell’impresa 4.0 apre nuovi scenari e possibilità, incentivi e agevolazioni per tutte le società che impareranno a gestire questo processo di trasformazione aziendale, sempre più decisivo per il loro successo futuro.

Le opportunità dell’industria 4.0

Nel suo celebre “Makers: per una nuova rivoluzione industriale”, Chris Anderson (già direttore di Wired USA) ha scritto: “Oggi abbiamo una strada per rovesciare questo stato di cose, non tornando alle fabbriche gigantesche di un tempo con i loro eserciti di dipendenti, ma creando un nuovo tipo di economia manifatturiera più simile al web stesso: bottom-up, largamente distribuita e altamente imprenditoriale”.

Ma se è vero che le grandi imprese, negli ultimi anni, hanno avviato questa digital transformation in ottica 4.0, è altrettanto vero che tante piccole e medie imprese finora hanno esitato nell’adottare tecnologie abilitanti in tal senso. Pur consapevoli dell’importanza e dei vantaggi conseguibili, solo una PMI su 5 in Italia si è attrezzata per diventare un’impresa 4.0.

Ma se consideriamo che il tessuto imprenditoriale italiano è formato per quasi il 90% da piccole e medie imprese, ecco che l’impresa 4.0 assume i contorni di una sfida per la competitività che può rappresentare un fattore di rilancio per l’intero sistema Paese.

Ecco perché anche la Legge Finanziaria di quest’anno ha confermato gran parte delle agevolazioni contenute nel Piano Impresa 4.0 varato dal Ministero per lo Sviluppo Economico, pur con criteri diversi dal passato. Vediamo quali sono.

 

Incentivi e agevolazioni del Piano Impresa 4.0

Il Piano di Impresa 4.0, ribattezzato recentemente “Transizione 4.0”, rappresenta un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività, attraverso tecnologie abilitanti con logica 4.0. Ma se fino all’anno scorso, la maggior parte di queste misure erano rappresentate da contributi diretti o indiretti, dal 2020 è stato potenziato il sistema del credito d’imposta compensabile in 5 anni nel tentativo di agevolare l’accesso da parte delle PMI.

 

Iper ammortamento e Super Ammortamento nel 2020

Iper ammortamento e super ammortamento sono forse le misure più celebri di tutto il piano di industria 4.0. Vediamo insieme cosa prevedono per il 2020 dal momento che, a partire da quest’anno, introducono un nuovo sistema basato sul credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali effettuati nel 2020, in base al loro costo di acquisizione:

  • credito d’imposta al 6% per l’acquisto di beni strumentali nuovi fino a un massimo di 2 milioni di euro (ex super ammortamento);
  • credito d’imposta al 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • credito d’imposta al 20%, per investimenti da 2,5 a 10 milioni di euro;
  • credito d’imposta al 15%, per l’acquisto di software e beni immateriali in ottica 4.0 (fino a 700mila euro).

Nuova Sabatini

Lo scopo della “Nuova Sabatini” è semplice, ma estremamente importante: sostenere le imprese che richiedono finanziamenti bancari per investimenti in nuovi beni strumentali, macchinari, impianti, attrezzature di fabbrica a uso produttivo e tecnologie digitali (ovvero hardware e software).

Come? Attraverso un contributo a copertura degli interessi pagati dall’impresa su finanziamenti bancari di importo compreso tra 20 mila e 2 milioni di euro, concessi da istituti bancari convenzionati con il Ministero per lo sviluppo economico.

Questo significa che le imprese interessate potranno presentare, entro il 31 dicembre 2020, a una banca o a un intermediario finanziario, la richiesta di finanziamento calcolata sulla base di un piano di ammortamento di 5 anni con un tasso d’interesse agevolato a partire dal 2,75% annuo.

 

Credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo

Altra misura interessante è quella che riguarda il credito d’imposta del 50% sulle spese incrementali in ricerca e sviluppo, che dà la possibilità a tutte le imprese di beneficiare di un credito d’imposta per tutte le spese relative a:

  • ricerca fondamentale,
  • ricerca industriale e sviluppo sperimentale,
  • assunzione di personale tecnico altamente qualificato,
  • contratti di ricerca con università̀, enti di ricerca, imprese, startup e PMI innovative fino ad un massimo annuale di 20 milioni.

Tra l’altro, questa agevolazione non preclude la possibilità di usufruire anche delle altre contenute nel Piano perché cumulabile.

 

Da dove partire?

Quelle appena elencate sono solo alcune delle misure confermate nella Legge di Bilancio e quindi valide per tutto il 2020. Ecco allora che la prima cosa da fare è proprio quella di studiare attentamente le agevolazioni contenute nel Piano nazionale di Impresa 4.0, per conoscere quali incentivi sono a disposizione per questo 2020 e come poterli richiedere e ottenere. Si tratta di uno step fondamentale per valutare nuovi investimenti e processi di digital trasformation in ottica 4.0.

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Topics: Industria 4.0