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come gestire filiera produttiva ortofrutticolo

Come gestire in modo veloce e sicuro l’intera filiera del settore ortofrutticolo

La filiera dell’ortofrutta, sia del fresco sia del lavoratoprevede diverse fasi la cui gestione efficiente ha ricadute in termini di risparmio, ottimizzazione e maggiore redditività. Ecco perché l’adozione di un sistema informativo studiato appositamente per il comparto può contribuire a velocizzare i processi, garantendo nel contempo queglstandard di sicurezza richiesti dalla normativa di settore e dalla legislazione generale in materia di condivisione dei dati. 

 

Tracciabilità e logistica (e non solo) nello stesso ERP 

Per rispondere al primo requisito, quello della velocità, un gestionale ERP (Enterprise Resource Planning) deve seguire il percorso della frutta e della verdura dall’inizio, quando avviene il conferimento, alla fine, nel momento in cui viene caricata sui mezzi per essere distribuita e consegnata. In altre parole, deve assicurare procedure di tracciabilità e rintracciabilità dei lotti che, oltre a essere conformi a quanto prescrive l’art. 18 del Regolamento CE 178/2002, aggancino la registrazione della provenienza e dell’uscita della merce a delle movimentazioni corrispondenti in magazzino.  

Quindi, tracciabilità e logistica vanno inserite nel medesimo sistema 

Inoltre, visto che ogni movimentazione è necessariamente accompagnata da un documento, DDT o fattura, con rilevanza contabile, queste due funzioni devono interfacciarsi con quelle che presidiano i flussi amministrativi. È evidente, perciò, che l’ERP in questione si caratterizza per un’architettura modulare integrata in cui una pluralità di funzioni (tracciabilità, logistica, amministrazione, fatturazione elettronica ecc.) sono ricondotte a unità, al fine di rendere più celeri le attività proprie dell’impresa ortofrutticola. 

 

La sicurezza garantita dal controllo costante della filiera 

Sul fronte della sicurezza, comunque sempre abbinata alla tracciabilità, oggi esistono dei sistemi di codifica (il più noto è il GS1) che consentono l’interscambio delle merci e delle informazioni a partire, ad esempio, da codici a barre. Applicabili sia a imballi o pallet sia ai singoli prodotti, nel primo caso facilitano il trasferimento delle informazioni tra operatori di settore lungo la catena della supply chain, nel secondo portano sul banco dei retailer indicazioni fondamentali per la salute del consumatore quali origine del prodotto e data di scadenza.  

Gli ERP più evoluti, pertanto, si avvalgono di terminali mobili e computer veicolari per la rilevazione di questi dati, ottenendo così un controllo costante all’interno della filiera e rendendo automatico il collegamento tra dati raccolti e acquisizione degli stessi nel sistema. In tal modo, qualsiasi successiva interrogazione può risalire immediatamente alla partita o allo specifico lotto, con la possibilità di analisi approfondite a posteriori su qualità e sicurezza di certe colture e sulle percentuali di scarto per lotto o fornitore. 

 

Un sistema tecnologico a misura di Regolamento GDPR 

Sempre in tema di sicurezza, ma questa volta non alimentare, bensì inerente la tutela della privacy di coloro che sono registrati nei sistemi aziendali, il 15 maggio 2019 è scaduto il periodo di “tolleranza” concesso dal decreto legislativo 101/2018, attuativo del Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali o GDPR. Tutte le imprese, incluse quelle dell’ortofrutta, sono chiamate ad adeguarsi, pena l’incorrere in multe alquanto salate.  

E questo vale anche per quelle che operano in modalità B2B senza quindi fare vendita diretta al pubblico. Infatti, nonostante il Regolamento punti a tutelare esclusivamente la privacy delle persone fisiche, e non dica nulla riguardo a quella delle persone giuridiche, la sola presenza di un dipendente in azienda obbliga di per sé l’organizzazione alla compliance. Ciò significa che nel caso in cui si disponga già di un’infrastruttura informatica per la gestione della filiera, bisogna aggiornarla alla luce delle misure stabilite dal GDPR, accollandosi i conseguenti problemi di compatibilità e interoperabilità tra architetture IT.  

Altrimenti, si può optare per un ERP di nuova concezione che contempli già nativamente le misure tecnologiche di sicurezza previste dal Regolamento. Il che non esime dall’ottemperare a tutti gli adempimenti organizzativi (registro dei trattamenti, nomina del responsabile del trattamento, informativa ecc.), ma dal punto di vista della tecnologia pone al sicuro l’azienda ortofrutticola da sanzioni e da rischi di data breach. 

Topics: ERP